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11-27-2025, 04:47 PM
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-27-2025, 04:49 PM da Imer.)
Ho fatto un ampliamento casa e nel pezzo di casa nuovo ho fatto fare l'impianto di riscaldamento a pavimento.
Quando è stato provato a febbraio di quest'anno ho notato che c'erano dei momenti dove l'acqua di ritorno era molto più calda dell'acqua di andata, faccio notare al termotecnico il problema mi risponde che è solo il primo pezzo di tubo che per convenzione si scalda, dopo una settimana l'impianto lo spengo per finire i lavori e fino a un mese fa era spento, noto che adesso mio figlio è sempre in casa a piedi scalzi e maglietta e quando cerco spiegazioni mi dice che la casa è sempre caldissima e anche se hanno il termostato a 20° non riescono a scendere sotto i 24°, chiedo lumi al termotecnico e le risposte più fantasiose le ho avute.
Mi incavolo prendo un arduino lo programmo come logger e applico delle sonde in temperatura e questo è il risultato.
La temperatura all'inizio del grafico più alta è il ritorno ( 3 rosa) e la più bassa è l'andata (4 gialla), ad un certo punto le temperature si invertono perché parte la pompa e stabilisce il giusto flusso di acqua.
Ora sono 2 settimane che sto litigando con il termotecnico/idraulico per farmi montare una valvola di non ritorno per evitare il problema e la risposta avuta è che la colpa è dell'elettricista perché non è in grado di spegnere la pompa di caldaia.
Ma si può buttare 2 settimane di tempo per montare una valvola che a mio avviso doveva essere montata subito sull'impianto per evitare il problema.
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Gli impiantisti sono sempre meno preparati e con le innovazioni ed i cambiamenti che si susseguono ad un bel ritmo anche i vecchi pieni di esperienza possono fare poco. Le case che adesso stanno costruendo intorno alla mia sono tutte dotate di impianto a pavimento alimentato però non da una caldaia ma da una pompa di calore, ed i nuovi inquilini hanno molti problemi simili ai tuoi , per fortuna il mio impianto è con i caloriferi alimentati da caldaia a gas : sono in grado di alzare la temperaturta di un grado in solo mezzora.
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Gli impianti a pavimento sono nati nei paesi nordici molti anni addietro, ma ora vengono gradualmente abbandonati, hanno sempre dato dei problemi specialmente se l'impianto è misto, in parte a pavimento e in parte tradizionale a termosifoni, è difficile trovare un giusto equilibrio tra flusso e temperatura del fluido.
Comunque il fluido che circola sotto il pavimento dovrebbe avere una temperatura inferiore ai 28°; io la terrei anche più bassa.
Un altro motivo di abbandono di questa tipologia di impianto è sanitario, avere il calore che sale dal pavimento incrementa la possibilità di vene varicose.
Noi ovviamente non possiamo non copiare tutto ciò che gli altri hanno già provato e abbandonato.
Imer: ma come hai fatto a farti convincere!
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Mauro0 concordo con tutto tranne le vene varicose
il calore non causa le vene varicose ma le può fare peggiorare o complicare
e... se vuoi volare ricordati che devi battere le ali.
..... Quando tutto sembra andare contro, ricorda che gli aeroplani decollano contro vento, non con lui!
Si può togliere un siciliano dalla sua terra, ma non si potrà mai togliere la Sicilia dal suo cuore
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Tutti possiamo esserne soggetti anche inconsapevolmente, per cui sempre meglio evitare possibili danni.
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fai come me,non ho mai montato i termosifoni salvo che uno scaldasalviette in bagno cosi' non ho la tentazione di accenderli e si realizza un notevole risparmio di materiale termoidraulico e di metano.
Unico lusso in cucina la potage' a legna.
Per i meno piemontesi di seguito spiegazione del termine
ABITARE IL PIEMONTESE
Potagé: Stufa per cucinare e scaldare l’ambiente; Orto; Seno prosperoso.
L’autunno si insinua, le giornate si accorciano, l’aria diventa fresca e fa piacere deje ‘n crèp ëd potagé – dare un giro di stufa – per rompere l’umidità. Nelle campagne, il potagé era la cucina più popolare, pensata per provvedere sia al riscaldamento che alla cucina.
Sulla parte superiore del potagé, sono posate una o più aperture di cerchi concentrici di diverso diametro per poggiare pentole e fujòt a diretto contatto con il fuoco. Questo anche per consentire corrette dilatazioni della ghisa sottoposta a notevoli sbalzi di temperatura.
Il posto fisso sulla piastra rovente ce l’ha un bollitore pieno d’acqua che tiene in equilibrio l’umidità dell’ambiente e garantisce il conforto della bottiglia d’acqua calda per il letto dei freddolosi. L’acqua veniva travasata con un mestolo a forma di parallelepipedo, la càssa.
Da un angolo della piastra parte un sistema di tubi incastrati uno nell’altro, i canon. Il primo fa da sostegno ad una raggiera di bacchette utili a far asciugare i canovacci da cucina, ma anche scaldare gli abiti dei bambini. Venivano anche stesi i pigiami indossati per la notte, prima di affrontare il gelo delle stanze, dove l’unico elemento tiepido era il fra, lo scaldaletto con brace ardente. E se ben caricato la sera, il potagé, al mattino è ancora tiepido, con braci sufficienti a ravvivare la fiamma.
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Una volta la chiamavano "cucina economica", di economico ha ben poco, consuma un mucchio di legna e scalda poco ma consente di cucinare; io sono andato oltre "termocucina" con impianto di termosifoni collegato, si può anche usare per cucinare ma ha una resa decisamente superiore in calore ai termosifoni.
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07-18-2026, 04:28 AM
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-18-2026, 05:03 AM da Jo3.)
@imer
Ciao, purtroppo oggi molti “professionisti” — piccole imprese o partite IVA — finiscono per comportarsi come semplici esecutori. Sono abituati ad avere un direttore dei lavori, generalmente un geometra, e raramente prendono iniziative o propongono soluzioni in autonomia.
Quando emerge un problema non previsto, come in questo caso per la parte elettrica, la risposta implicita diventa: “è responsabilità del progettista”; se poi il progettista non c’è, allora il problema ricade direttamente sul cliente.
La cosa paradossale è che spesso sono molto bravi a criticare gli altri professionisti coinvolti, anche durante i lavori, ma poi si aspettano che sia il cliente a coordinare tutto e a comportarsi da direttore dei lavori. Così ti ritrovi a correre da una parte all’altra per colmare ogni mancanza, mentre ciascuno si limita a fare esclusivamente ciò che considera di propria competenza.
Manca spesso la mentalità del vero professionista: davanti a un problema, dovrebbe proporsi come risolutore, segnalare subito la criticità e, se necessario, indicare un proprio fornitore di fiducia, anziché comportarsi come un semplice dipendente in attesa di istruzioni.
Detto questo, ti auguro di riuscire a trovare un elettricista serio che possa aiutarti. In questo caso la situazione mi sembra piuttosto chiara: il professionista, non avendo trovato ciò che gli serviva, non ha segnalato il problema e si è limitato a svolgere soltanto la parte di lavoro che gli competeva.
Oramai io di solito quando c'e da dare in appalto, uso questa formula " ma lei eventualmente potrebbe intervenire anche per le parti non di sua competenza? mi potrebbe elencare ai fornitori di sua fiducia? " per scegliere un professionista per un qualcosa che non so fare.
Gli errori e gli abbagli stanno nell'idea e nel progetto : la corretta strada, in chi ci è gia passato.
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Mauro prima ha commentato sugli impianti a pavimento , sui quali anche io sono stato sempre contrario : adesso c'è di peggio , le nuove case le stanno costruendo con questi famigerati tubi sotto il pavimento alimentati non più da una caldaia a gas ma da pompa di calore, immaginatevi i casini che nascono da questi impianti , tutti i nuovi inquilini , miei vicini, si lamentano continuamente anche del consumo perchè notoriamente il calore prodotto dall'elettricità è iù costoso.
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07-19-2026, 08:40 AM
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-19-2026, 08:48 AM da MauroO.)
La pompa di calore funziona bene, ha un rendimento teorico di 5 a 1 ovvero si consuma 1 per produrre 5, ma dovrebbe essere abbinata a una fonte di calore sicura e a temperatura costante, su cui tarare i parametri del sistema di scambio, per esempio sfruttando le acque sotterranee (certo ciò comporta una ulteriore spesa realizzativa in: ricerca della falda, perforazioni, tubi, pompe e una notevole complicazione dell'impianto). Sono stati realizzati anche degli impianti con pompa di calore basati su pannelli solari termici ma la resa è direttamente in funzione dell'insolazione che ovviamente d'inverno si riduce in funzione dell'angolo di incidenza della luce solare, inoltre per funzionare decentemente serve una notevole superficie di esposizione e un boiler di grande capacità con funzione volano. Se lo scambio di calore avviene con l'aria esterna (così sono fatti i comuni impianti) il rendimento della pompa di calore è incostante e legato alla temperatura dell'aria; d'inverno la temperatura dell'aria scende, il salto termico si incrementa e il rendimento diminuisce, quindi nel periodo in cui necessita incrementare l'apporto di calore all'abitazione perchè la dispersione attraverso le murature aumenta, la pompa di calore va in sofferenza; addirittura se la temperatura esterna scende al di sotto di un certo valore la resa va a zero e l'unico apporto di calore fornito dall'impianto è dato dalla conversione in calore dell'energia assorbita dalla rete per far girare il motore del compressore e del circolatore.
Sono decisamente contrario a tali tipologie di impianti non ne vedo nessuna utilità in termini di risparmio energetico; il paesello in cui trascorro buona parte dell'inverno è situato in una valle particolarmente fredda, trovarsi a -10 -12° con punte di -20° per un paio di mesi è normale, una pompa di calore con scambio in aria sarebbe praticamente inutile.
Ovviamente i costruttori e gli impiantisti lì propongono sempre perchè sono costosi, il guadagno è proporzionale al costo; inoltre sono complicati, con tanta componentistica (valvole, sensori, pompe, compressori, ventilatori, ecc.) ciò implica inevitabilmente riparazioni (più componenti = più possibilità di guasti) e manutanzioni costanti = ulterore fonte di lavoro = guadagno; un impianto semplice poco soggetto a guasti non è redditizio per il sistema industria.
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