12-03-2025, 09:52 PM
fai come me,non ho mai montato i termosifoni salvo che uno scaldasalviette in bagno cosi' non ho la tentazione di accenderli e si realizza un notevole risparmio di materiale termoidraulico e di metano.
Unico lusso in cucina la potage' a legna.
Per i meno piemontesi di seguito spiegazione del termine
ABITARE IL PIEMONTESE
Potagé: Stufa per cucinare e scaldare l’ambiente; Orto; Seno prosperoso.
L’autunno si insinua, le giornate si accorciano, l’aria diventa fresca e fa piacere deje ‘n crèp ëd potagé – dare un giro di stufa – per rompere l’umidità. Nelle campagne, il potagé era la cucina più popolare, pensata per provvedere sia al riscaldamento che alla cucina.
Sulla parte superiore del potagé, sono posate una o più aperture di cerchi concentrici di diverso diametro per poggiare pentole e fujòt a diretto contatto con il fuoco. Questo anche per consentire corrette dilatazioni della ghisa sottoposta a notevoli sbalzi di temperatura.
Il posto fisso sulla piastra rovente ce l’ha un bollitore pieno d’acqua che tiene in equilibrio l’umidità dell’ambiente e garantisce il conforto della bottiglia d’acqua calda per il letto dei freddolosi. L’acqua veniva travasata con un mestolo a forma di parallelepipedo, la càssa.
Da un angolo della piastra parte un sistema di tubi incastrati uno nell’altro, i canon. Il primo fa da sostegno ad una raggiera di bacchette utili a far asciugare i canovacci da cucina, ma anche scaldare gli abiti dei bambini. Venivano anche stesi i pigiami indossati per la notte, prima di affrontare il gelo delle stanze, dove l’unico elemento tiepido era il fra, lo scaldaletto con brace ardente. E se ben caricato la sera, il potagé, al mattino è ancora tiepido, con braci sufficienti a ravvivare la fiamma.
Unico lusso in cucina la potage' a legna.
Per i meno piemontesi di seguito spiegazione del termine
ABITARE IL PIEMONTESE
Potagé: Stufa per cucinare e scaldare l’ambiente; Orto; Seno prosperoso.
L’autunno si insinua, le giornate si accorciano, l’aria diventa fresca e fa piacere deje ‘n crèp ëd potagé – dare un giro di stufa – per rompere l’umidità. Nelle campagne, il potagé era la cucina più popolare, pensata per provvedere sia al riscaldamento che alla cucina.
Sulla parte superiore del potagé, sono posate una o più aperture di cerchi concentrici di diverso diametro per poggiare pentole e fujòt a diretto contatto con il fuoco. Questo anche per consentire corrette dilatazioni della ghisa sottoposta a notevoli sbalzi di temperatura.
Il posto fisso sulla piastra rovente ce l’ha un bollitore pieno d’acqua che tiene in equilibrio l’umidità dell’ambiente e garantisce il conforto della bottiglia d’acqua calda per il letto dei freddolosi. L’acqua veniva travasata con un mestolo a forma di parallelepipedo, la càssa.
Da un angolo della piastra parte un sistema di tubi incastrati uno nell’altro, i canon. Il primo fa da sostegno ad una raggiera di bacchette utili a far asciugare i canovacci da cucina, ma anche scaldare gli abiti dei bambini. Venivano anche stesi i pigiami indossati per la notte, prima di affrontare il gelo delle stanze, dove l’unico elemento tiepido era il fra, lo scaldaletto con brace ardente. E se ben caricato la sera, il potagé, al mattino è ancora tiepido, con braci sufficienti a ravvivare la fiamma.

